Coldiretti Ferrara News - Coldiretti Ferrara http://www.ferrara.coldiretti.it/ Tue, 22 Jan 2019 08:47:12 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.ferrara.coldiretti.it/ 60 IL PRESIDENTE TASSINARI HA INCONTRATO IL SINDACO DI CENTO E CONDIVISO L’IMPEGNO PER L’ETICHETTATURA D’ORIGINE DEI PRODOTTI ALIMENTARI Il sindaco di Cento Fabrizio Toselli ha sottoscritto, lunedì 21 gennaio, nella sede di Coldiretti Ferrara, la dichiarazione di sostegno all'iniziativa dei cittadini europei ‘Eat ORIGINal! Smaschera il tuo cibo’. Si tratta di una iniziativa, sostenuta proprio da Coldiretti, che ‘invita la commissione europea a imporre la dichiarazione obbligatoria di origine per tutti i prodotti alimentari al fine di impedire le frodi, tutelare la salute pubblica e garantire il diritto dei consumatori all'informazione’. «Ho firmato convintamente questo documento – spiega il primo cittadino centese -. Ritengo infatti che rendere obbligatoria l’indicazione di origine degli alimenti sia una fondamentale misura di trasparenza a garanzia della salute e dei diritti dei consumatori e a tutela dei nostri prodotti. Essenziale dunque che venga assunta a livello europeo. Ho quindi assicurato l’appoggio dell’Amministrazione: fra qualche giorno si potrà partecipare alla raccolta firme agli sportelli comunali». «Identificazione e valorizzazione dei nostri prodotti». Il punto focale del progetto illustrato dal presidente Coldiretti Ferrara, Floriano Tassinari. «Con questa iniziativa e questa firma continua il proficuo lavoro con le istituzioni ferraresi, e contiamo di trovare altrettanta disponibilità negli altri amministratori del nostro territorio provinciale. Riteniamo questo progetto basilare: crediamo possa divenire un valore aggiunto per le nostre aziende e i nostri dop e igp, i nostri marchi di qualità, e per la popolazione, che abbia l’opportunità di capire e scegliere di cosa fruire». Traguardo che Coldiretti si è posta per questa campagna, che ha preso il via a ottobre, è raccogliere un milione di firme. Tre sono gli obiettivi: rendere obbligatoria l'indicazione del paese di origine per tutti gli alimenti trasformati e non trasformati che circolano nella UE, senza alcuna deroga per i marchi commerciali registrati e le indicazioni geografiche. Per quanto riguarda gli alimenti trasformati, l'etichettatura dell'origine è resa obbligatoria per gli ingredienti principali se diversa dall'origine del prodotto finale. Migliorare la coerenza delle etichette, inserendo informazioni armonizzate sui metodi di produzione e di trasformazione al fine di garantire la trasparenza in tutta la filiera alimentare. http://www.ferrara.coldiretti.it/il-presidente-tassinari-ha-incontrato-il-sindaco-di-cento-e-condiviso-l-impegno-per-l-etichettatura-.aspx?KeyPub=GP_CD_FERRARA_HOME|CD_FERRARA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127253706 Tue, 22 Jan 2019 08:47:12 GMT ACCORDO NAZIONALE CON FEDERAZIONE ITALIANA CUOCHI PER TRASPARENZA ORIGINE NEI MENÙ E’ record nel 2018 per la spesa in pranzi e cene fuori casa che sale al massimo storico di 85 miliardi di euro, pari al 35% del totale dei consumi alimentari degli italiani. E’ quanto emerge da un’analisi Coldiretti divulgata in occasione della firma nei giorni scorsi a Roma dello storico accordo con la Federazione Italiana Cuochi (Fic), sottoscritto dai presidenti Ettore Prandini e Rocco Pozzulo, che prevede una serie di iniziative congiunte per la promozione dei prodotti alimentari e della cucina 100% Made in Italy. Quasi un italiano su quattro (22,3%) nel 2018 ha mangiato fuori almeno una volta a settimana secondo l’analisi Coldiretti su dati Censis dalla quale si evidenzia peraltro che i giovani e i laureati sono i più assidui clienti dei servizi di ristorazione con il 33,8% che li frequenta almeno una volta a settimana, rispetto al 25,6% degli italiani tra i 35 e i 64 anni e il 6,7% degli over 65. Il requisito più richiesto – continua Coldiretti – è l’italianità del prodotto alimentare, indicato dal 44% degli italiani come la caratteristica più importante al momento della scelta dei cibi, mentre Il 35,2% indica la tracciabilità che consente di verificare il rispetto di sicurezza, genuinità e salubrità dei prodotti. Con un terzo dei consumi alimentari che si concentra ormai fuori casa è di vitale importanza estendere la domanda di trasparenza dagli scaffali dei supermercato ai menu dei ristoranti con l’indicazione dell’origine dei prodotti utilizzati nella preparazione dei piatti serviti afferma Coldiretti nel ricordare che oggi non esiste nessuna garanzia per i clienti sulla reale provenienza, ad esempio, del pesce o della carne, ma anche del formaggio per condire la pasta con un utilizzo molto diffuso di imitazioni straniere del Parmigiano reggiano e del Grano padano, senza dimenticare i piatti di salumi affettati. Solo con la trasparenza sarà possibile evitare il rischio di ritrovarsi nel piatto pietanze Made in Italy di nome ma non di fatto. Aspetti che non a caso sono al centro del protocollo d’intesa sottoscritto da Coldiretti e Federazione Italiana Cuochi, a partire dalla promozione dell’indicazione dell’origine dei prodotti agricoli nei menù dei ristoranti italiani e delle mense pubbliche, valorizzando il vero made in Italy agroalimentare e combattendo insieme la diffusione dell’Italian sounding in Italia e all’estero. Un ulteriore obiettivo è quello – continuano Coldiretti e Fic – di promuovere la qualificazione delle mense scolastiche e ospedaliere attraverso l’utilizzo di prodotti del territorio e del vero made in Italy agroalimentare. Per fare ciò occorre privilegiare negli appalti i cibi locali e a km 0 che valorizzano le realtà produttive locali e riducono i troppi passaggi intermedi dietro i quali più elevato è il rischio di frodi e sofisticazioni. Ma l’accordo Coldiretti-Fic vuole anche promuovere l’educazione alimentare delle famiglie italiane attraverso una campagna nazionale da realizzare nelle scuole fornendo una più diretta e puntuale comunicazione ed informazione ad utenti e consumatori al fine di renderne consapevoli le scelte. Specifiche iniziative saranno poi rivolte ad incentivare l’imprenditoria giovanile nella filiera agroalimentare e enogastronomica italiana che nella convinzione comune sono diventati settori capaci di offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale, peraltro destinate ad aumentare nel tempo. Un ulteriore impegno – concludono Coldiretti e Fic – è quello di promuovere iniziative utili a diffondere l’informazione, l’identificazione, l’origine e la conoscenza dei prodotti agroalimentari favorendo la loro classificazione e valorizzazione lungo la filiera, per consentirne la rintracciabilità e trasparenza nel mercato di riferimento nonché la diffusione con particolare riguardo all’offerta di quelle tipiche e locali, anche attraverso la rete delle attività o delle strutture ristorative.  http://www.ferrara.coldiretti.it/accordo-nazionale-con-federazione-italiana-cuochi-per-trasparenza-origine-nei-menu.aspx?KeyPub=GP_CD_FERRARA_HOME|CD_FERRARA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127111235 Fri, 18 Jan 2019 16:27:07 GMT SVOLTA SALUTISTA PER GLI ITALIANI, ACQUISTI RECORD DI ORTOFRUTTA NEL 2018 È conferma della svolta salutistica in atto tra gli italiani che ha portato nel 2018 a far segnare il record dei consumi di frutta e verdura degli ultimi venti anni, con quasi 9 miliardi di chili nel carrello, in aumento del 3% rispetto all’anno precedente. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti sulle scelte alimentari degli Italiani nell’anno appena concluso nel quale si evidenzia una decisa svolta salutistica nelle abitudini alimentari nazionali, con una ripresa delle vendite nei canali tradizionali e una forte crescita degli acquisti diretti dagli agricoltori in azienda e nei mercati di Campagna Amica. Mai così tanta frutta e verdura sono state consumate in Italia dall’inizio del secolo per effetto soprattutto alle preferenze alimentari dei giovani che fanno sempre più attenzione al benessere a tavola con smoothies, frullati e centrifugati consumati al bar o anche a casa grazie alle nuove tecnologie. Le mele sono state il frutto più acquistato, al secondo posto ci sono le arance, mentre tra gli ortaggi preferiti dagli italiani, salgono sul podio nell’ordine le patate, i pomodori e le insalate/indivie. Da segnalare il boom nei consumi di frutta a guscio, dalle noci alle mandorle fino al nocciole, con un aumento del 10% degli acquisti. La frutta in guscio infatti considerata in passato nemica della linea per l’apporto calorico è stata rivalutata come preziosa alleata della salute ed i consumi sono dunque esplosi. In crescita del 4% anche la spesa delle verdure in busta, la cosiddetta quarta gamma, che garantisce maggiore per la praticità di consumo. Tra le tendenze si registra il forte aumento degli acquisti diretti dal produttore dove nel corso del 2018 hanno fatto la spesa 6 italiani su 10 almeno una volta al mese secondo l’indagine Coldiretti/Ixè. Complessivamente la superficie italiana coltivata ad ortofrutta supera 1 milione di ettari e vale oltre il 25% della produzione lorda vendibile agricola italiana. I punti di forza dell’ortofrutta italiana sono l’assortimento e la biodiversità, con il record di 107 prodotti ortofrutticoli DOP/IGP riconosciuti dall’UE, la sicurezza, la qualità, la stagionalità che si esalta grazie allo sviluppo latitudinale e altitudinale dell’Italia, una caratteristica vincente per i prodotti ortofrutticoli del Belpaese. Il desiderio di sicurezza e genuinità nel piatto orienta l’88 per cento degli italiani a ricercare la frutta made in Italy, al vertice della sicurezza alimentare mondiale, con il minor numero di irregolarità da residui chimici. Sotto accusa sono invece le importazioni incontrollate dall’estero favorite dagli accordi commerciali agevolati stipulati dall’Unione Europea come il caso delle condizioni favorevoli che sono state concesse al Marocco per pomodoro da mensa, arance, clementine, fragole, cetrioli e zucchine o all’Egitto per fragole, uva da tavola, finocchi e carciofi. Accordi fortemente contestati perché nei paesi di origine è spesso permesso l’uso di pesticidi pericolosi per la salute che sono vietati in Europa, ma anche perché le coltivazioni sono realizzate in condizioni di dumping sociale per il basso costo della manodopera. Verificare l’origine nazionale per essere sicuri della stagionalità, preferire le produzioni locali che non essendo soggette a lunghi tempi di trasporto garantiscono maggiore freschezza, privilegiare gli acquisti diretti dagli agricoltori, nei mercati e nei punti vendita specializzati anche della grande distribuzione dove è più facile individuare l’origine e la genuinità dei prodotti sono alcuni consigli della Coldiretti per gli acquisti di frutta e verdura di qualità. http://www.ferrara.coldiretti.it/svolta-salutista-per-gli-italiani-acquisti-record-di-ortofrutta-nel-2018.aspx?KeyPub=GP_CD_FERRARA_HOME|CD_FERRARA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127110944 Fri, 18 Jan 2019 16:14:49 GMT PER IL POMODORO SERVE ACCORDO ENTRO GENNAIO CON PREZZI ADEGUATI, O LA COLTURA SPARISCE L’Emilia Romagna rischia di abdicare al suo ruolo di regione produttrice di pomodoro  da industria proprio nella prima campagna dopo l’entrata in vigore (agosto 2018) dell’indicazione obbligatoria dell’origine dei pomodori su conserve e salse, oltre che sul concentrato e i sughi. È l’allarme lanciato da Coldiretti Emilia Romagna alla vigilia dell’incontro che si terrà il 24 gennaio per l’accordo interprofessionale sul prezzo del pomodoro per la campagna 2019. È importante arrivare ad un accordo in tempi adeguati, entro gennaio – sostiene Coldiretti – per consentire agli agricoltori di programmare la messa in campo delle piantine ed è fondamentale fissare un prezzo che ripaghi i costi di produzione. Da troppi anni – prosegue Coldiretti – c’è una disaffezione dei coltivatori di pomodoro con un calo delle semine che dal 2009 al 2018 sono passate da 26.861 ettari poco più di 24 mila. In più – afferma Coldiretti – i prezzi pagati ai produttori sono fin dall’origine al di sotto dei costi di produzione: l’anno scorso l’accordo interprofessionale ha fissato un prezzo di 79,95 euro a tonnellata, quando il costo di produzione è di 90 euro a tonnellata. La continua corsa a pagare prezzi capestro, con aste al doppio ribasso – denuncia Coldiretti Emilia Romagna – strangolano gli agricoltori, che cominciano ad orientarsi verso altre colture. Purtroppo da anni assistiamo al fallimento degli organismi interprofessionali che non portano nessun vantaggio alle nostre campagne, invece – afferma Coldiretti regionale – proprio l’Emilia Romagna, dove il pomodoro viene raccolto tutto a macchina e dove si producono circa 2 milioni di tonnellate di pomodoro su 4,6 milioni di tonnellate nazionali, bisognerebbe avere il coraggio di fare la scelta di realizzare il distretto del pomodoro, un organismo cui partecipano tutti i soggetti della filiera, dai produttori ai trasportatori, dall’industria alla grande distribuzione, compreso l’ente pubblico. “Noi lo chiediamo da anni – afferma Coldiretti Emilia Romagna  – ma nessuno ha mai voluto fare niente perché è più comodo lasciare l’attuale far west, dove ognuno cerca di strappare un vantaggio in più. Con il distretto invece tutti soggetti della filiera sarebbero impegnati a rispettare le regole, con l’ente pubblico nel ruolo di certificatore del rispetto delle norme nei vari passaggi lungo tutta la filiera, dalla produzione ai trasporti, dalla trasformazione alla grande distribuzione. In un sistema etico di giusta retribuzione, un chilogrammo di pomodoro verrebbe a costare pochi centesimi in più, ma si tratterebbe di un prodotto di altissima qualità che non può continuare ad essere trattato alla stregua di pomodoro d’importazione di bassa qualità”. Il pomodoro in Italia – sottolinea Coldiretti regionale – scaturisce da una filiera di eccellenza del Made in Italy che coinvolge circa 7.000 imprese agricole, oltre 100 imprese di trasformazione e 10.000 addetti, che esporta 2 miliardi di euro di derivati del pomodoro in tutto il mondo. Sul fronte dei consumi – conclude Coldiretti – in Italia si utilizzano conserve di pomodoro per circa 30 chili a testa all’anno tra casa, ristorante o pizzeria. http://www.ferrara.coldiretti.it/per-il-pomodoro-serve-accordo-entro-gennaio-con-prezzi-adeguati-o-la-coltura-sparisce.aspx?KeyPub=GP_CD_FERRARA_HOME|CD_FERRARA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127109804 Fri, 18 Jan 2019 15:37:07 GMT PUBBLICATO IL BANDO INAIL PER INVESTIMENTI IN SICUREZZA NELLE IMPRESE Dall’Inail 35 milioni di euro per le imprese agricole e i giovani agricoltori per la sicurezza, la riduzione di emissioni inquinanti, del livello di rumorosità o del rischio infortunistico, ma anche la competitività e la sostenibilità in agricoltura. Le domande potranno essere inserite nel portale dell’Inail dall’11 aprile al 30 maggio prossimi e dal 6 giugno verrà pubblicata la data per l’inoltro on-line delle domande, il cosiddetto “Click Day”. Per la Regione Emilia Romagna – informa Coldiretti Ferrara – sono stati messi a disposizione per il settore agricolo 1.796.725, suddivisi tra Asse 5.1 generalità delle imprese agricole (per 1.628.402 €) e Asse 5.2 per i giovani agricoltori con meno di 40 anni (168.323 €). Il contributo, in conto capitale, è pari al 40% dell’importo dei costi ammissibili per l’asse 5.1 (generalità delle imprese agricole) e del 50% per l’asse 5.2 (giovani agricoltori), entrambi al netto dell’Iva e fino a un massimo erogabile di 60.000 euro. Il contributo minimo erogabile è di 1.000 € e gli aiuti non sono in regime de minimis. Interventi ammissibili. Il progetto può prevedere l’acquisto al massimo di due beni, costituiti da: un trattore agricolo o forestale più una macchina agricola o forestale dotata o meno di motore proprio; una macchina agricola o forestale dotata di motore proprio più una macchina agricola o forestale non dotata di motore proprio; due macchine agricole o forestali non dotate di motore proprio. Le spese ammesse a finanziamento devono essere riferite a progetti realizzati successivamente alla data del 30 maggio 2019. In caso di esito positivo e per contributi superiori ai 30.000€ e possibile poi richiedere un’anticipazione fino al 50% dell’importo del finanziamento stesso, compilando apposita sezione del modulo di domanda on line. Per informazioni rivolgersi agli uffici di zona Coldiretti. http://www.ferrara.coldiretti.it/pubblicato-il-bando-inail-per-investimenti-in-sicurezza-nelle-imprese.aspx?KeyPub=GP_CD_FERRARA_HOME|CD_FERRARA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126942752 Mon, 14 Jan 2019 09:06:40 GMT IN EMILIA-ROMAGNA CRESCE LA SUPERFICIE INVESTITA A GRANO DURO (+16%) Il crollo delle importazioni di grano duro dal Canada nei primi 9 mesi del 2018 è un importante segnale per i 30 mila produttori di cereali dell’Emilia Romagna. È quando afferma Coldiretti Emilia Romagna alla luce del calo del 78% delle importazioni di grano duro dal Canada nei primi nove mesi del 2018. Il calo – ricorda Coldiretti regionale – è dovuto all’utilizzo in Canada in fase di pre-raccolta del glifosato, un diserbante che in Italia è vietato per questo uso. In Emilia Romagna – informa Coldiretti – vengono prodotti 4,2 milioni di quintali di grano duro, pari circa al 10% della produzione nazionale. La richiesta delle garanzie sull’italianità della pasta da parte dei consumatori italiani – commenta Coldiretti Emilia Romagna – ha portato alla crescita di accordi di filiera tra agricoltori e primarie industrie di pasta italiana con la proliferazione di marchi che garantiscono l’origine italiana del grano impiegato, dalla romagnola pasta Ghigi a De Sortis, da Sgambaro a Divella, fino a Voiello che fa capo a Barilla. Sotto la spinta del crescente interesse per la pasta 100% di grano italiano e grazie all’entrata in vigore dell’obbligo di indicare l’origine in etichetta, la produzione del grano duro in Emilia Romagna, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat, è cresciuta negli ultimi otto anni del 16% passando dai 3,6 milioni di quintali del 2010 agli attuali 4,2 milioni. “L’Emilia-Romagna – sottolinea il presidente di Coldiretti Ferrara, Floriano Tassinari – è diventata la terza regione produttrice di grano per pasta di qualità, dopo Puglia e Sicilia ed è un risultato frutto di un duro lavoro per far conoscere e differenziare i grani italiani, le nostre tecniche colturali, ben diverse da quelle dei paesi del nord a partire da Canada ed USA, le filiere sempre più controllate e salubri e quindi la nostra capacità di offrire ai consumatori un alimento di alta qualità. Ma è in forte aumento anche la produzione di grani antichi – conclude Tassinari – come il Cappelli, un grano oggi selezionato in purezza dalla bolognese Sis (Società italiana Sementi), le cui semine sono aumentate del 400% raggiungendo nel 2018 i 5000 ettari”. http://www.ferrara.coldiretti.it/in-emilia-romagna-cresce-la-superficie-investita-a-grano-duro-16-.aspx?KeyPub=GP_CD_FERRARA_HOME|CD_FERRARA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126865731 Fri, 11 Jan 2019 17:26:32 GMT FINALMENTE L’UNIONE EUROPEA FARÀ SCATTARE I DAZI PER IL RISO IN ARRIVO DALL’ASIA Finalmente l’Unione Europea cambia rotta e fa scattare dalla prossima settimana i dazi nei confronti delle importazioni di riso proveniente dalla Cambogia e dal Myanmar (ex Birmania). Lo rende noto la Coldiretti nell’esprimere soddisfazione per l’avvio da parte della Commissione Ue della procedura di approvazione che, salvo colpi di scena si concluderà mercoledì 16 gennaio 2019 a seguito dell’adozione del regolamento con procedura scritta per l’entrata in vigore il giorno successivo la pubblicazione. Viene in particolare previsto un periodo di reintroduzione dei dazi solo sul riso indica lavorato per un periodo non superiore a tre anni, con un valore scalare dell’importo stesso da 175 euro a tonnellata nel 2019, 150 euro a tonnellata nel 2020 e 125 euro a tonnellata nel 2021; una proroga è possibile ove sia giustificata da particolari circostanze. “Oltre ai motivi economici legati ad una concorrenza sleale nei confronti dei nostri risicoltori – evidenzia Floriano Tassinari, presidente di Coldiretti Ferrara – sulla ex Birmania pesa l’accusa di violazione dei diritti umani ed addirittura di “genocidio intenzionale” peri i crimini commessi contro la minoranza musulmana dei Rohingya.  La crisi è drammatica in Italia e mette a rischio il primato nazionale in Europa dove l’Italia è il primo produttore di riso con 1,40 milioni di tonnellate su un territorio coltivato da circa 4mila aziende di 219.300 ettari, che copre circa il 50 % dell’intera produzione Ue con una gamma varietale del tutto unica. Un problema sentito in modo molto pesante anche dai produttori di riso della nostra provincia, oltre 6.000 ettari destinati a questa coltura, tra l’altro con alti costi di gestione e diverse annate avare di soddisfazione, che rischiano di mettere a rischio in alcuni casi la stessa coltivazione, avviando anche problematiche agronomiche per la particolare natura delle risaie ferraresi”. “Lo stop alle agevolazioni all’import è per ora previsto sul riso lavorato – continua Tassinari – ma per gli agricoltori è necessario che la stessa misura sia presa anche per quello grezzo. In ogni caso dobbiamo evidenziare che si tratta del risultato delle mobilitazione avviata da Coldiretti nelle piazze italiane e nelle sedi istituzionali sia italiane che europee, negli ultimi anni, chiedendo l’attivazione della clausola di salvaguardia di fronte ad evidenti distorsioni di mercato. Ci auguriamo – conclude Tassinari – che questa misura, unita alla indicazione in etichetta dell’origine possa dare l’effetto sperato, ridando redditività ad una delle produzioni made in Italy di maggior qualità e fama mondiale”. http://www.ferrara.coldiretti.it/finalmente-l-unione-europea-fara-scattare-i-dazi-per-il-riso-in-arrivo-dall-asia.aspx?KeyPub=GP_CD_FERRARA_HOME|CD_FERRARA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126865268 Fri, 11 Jan 2019 17:09:05 GMT RIAPRE L’AGRIMERCATO DI CAMPAGNA AMICA FERRARA A GRISÙ Dopo la pausa delle festività di fine anno ritorna da domani, mercoledì 9 gennaio, dalle 8.00 alle 13.00 l’Agrimercato di Grisù, il mercato contadino coperto di Ferrara, che si tiene ogni mercoledì in Via Poledrelli, con ingresso da Via Ortigara, nella ex caserma dei vigili del fuoco, con i produttori agricoli che portano sui loro banchi i prodotti di stagione della filiera corta: frutta e verdura invernale, confetture, vino, miele, riso, carne e salumi, formaggi. Venite a trovarci per gustare i prodotti freschi dal campo alla tavola! http://www.ferrara.coldiretti.it/riapre-l-agrimercato-di-campagna-amica-ferrara-a-grisu-.aspx?KeyPub=GP_CD_FERRARA_HOME|CD_FERRARA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126744972 Wed, 09 Jan 2019 10:48:24 GMT NELLA GIORNATA DEL TRICOLORE È SOS INGANNI PER IL 25% DEGLI ALIMENTI. CRESCE IL FALSO MADE IN ITALY Fa leva sul patriottismo il tricolore, che sventola sul 14% delle confezioni alimentari ma in ben il 25% dei prodotti sugli scaffali c’è  un evidente richiamo all’italianità che spesso viene sfruttata a sproposito. Lo afferma Coldiretti in occasione della Giornata nazionale della Bandiera, con la celebrazione del 222/o anniversario della nascita del Primo Tricolore, sulla base dei dati dell’Osservatorio lmmagino. Così se quasi i 2/3 degli italiani sono disponibili a pagare almeno fino al 20% in più per garantirsi l’italianità del prodotto che si portano a tavola e con un aumento del 3% su base annua delle vendite dei prodotti alimentari identificati dal tricolore, sono purtroppo molti gli inganni, rilevati anche dall’ l’Autorità Garante della concorrenza che - sottolinea la Coldiretti – ha contestato tra l’altro la presenza della bandiera italiana e della scritta “Product of Italy” su vasetti di Pomodori secchi a filetti e di Frutti del cappero provenienti rispettivamente da Turchia e Marocco, dato che in entrambe le etichette la presenza di bandiere e di scritte sull’italianità dei prodotti poteva indurre i consumatori a pensare che le conserve fossero preparate con verdure coltivate in Italia. Un indirizzo che è supportato dagli interventi della Corte di Cassazione che va tuttavia rafforzato da una normativa più stringente come previsto dalle proposte di riforma dei reati alimentari presentate dall’apposita commissione presieduta da Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio Agromafie promosso dalla Coldiretti La riforma Caselli – spiega la Coldiretti – prevede un rafforzamento dell’articolo 517 del Codice Penale sull’uso di nomi, marchi o segni distintivi nazionali o esteri atti a indurre in inganno il compratore sull’origine, la provenienza o la qualità dell’opera o del prodotto. La situazione è ancora piu’ grave all’estero, dove l’utilizzo del tricolore sui prodotti alimentari non è tutelato nell’ambito degli accordi bilaterali stipulati dall’Unione Europea, dal Ceta con il Canada, fino a quello con il Giappone, e i colori nazionali vengono sfruttati strumentalmente per “spacciare” il falso Made in Italy. Il risultato è che l’ “agropirateria” internazionale fattura oltre 100 miliardi di euro utilizzando impropriamente bandiera, parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale. Per tutelare il vero Made in Italy la Coldiretti ha promosso insieme ad altre nove organizzazioni l’Iniziativa Europea dei Cittadini “EatORIGINal – Unmask your food” per estendere l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti. Nello specifico – sottolinea Coldiretti – questa proposta d’iniziativa dei cittadini si prefigge di rendere obbligatoria l’indicazione del paese di origine per tutti gli alimenti trasformati e non trasformati in circolazione nell’Ue. La petizione chiede di migliorare la coerenza delle etichette, inserendo informazioni comuni nell’intera Unione circa la produzione e i metodi di trasformazione, al fine di garantire la trasparenza in tutta la catena alimentare. Il sito per sottoscrivere l’iniziativa è: www.eatoriginal.eu, oppure, muniti di carta di identità, presso tutti gli uffici zona Coldiretti e nei Mercati di Campagna Amica. http://www.ferrara.coldiretti.it/nella-giornata-del-tricolore-e-sos-inganni-per-il-25-degli-alimenti-cresce-il-falso-made-in-italy.aspx?KeyPub=GP_CD_FERRARA_HOME|CD_FERRARA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126657299 Mon, 07 Jan 2019 12:58:05 GMT PUBBLICATO IL BANDO PER CONTRIBUTI REGIONALI MESSA IN OPERA DI RETI CONTRO LA CIMICE ASIATICA Con delibera di giunta regionale 2225 del 17/12/2018 è stato pubblicato il bando relativo alle azioni di prevenzione per la riduzione delle conseguenza derivanti da avversità biotiche, ovvero contributi per la messa in opera di RETI PREVENZIONE CIMICI. Entro le ore 13.00 del  15/03/2019 le aziende agricole potranno presentare la propria domanda di accesso ai contributi per la CHIUSURA  degli impianti di frutteto coperti da rete con i laterali anti insetto oppure di reti monofila. Le risorse messe a disposizione per questo bando sono di  2.753.827 € I beneficiari sono le  imprese agricole di tutto il territorio regionale, ma rispetto all’ultimo bando Ferrara ha ottenuto, visto l’acuirsi del problema, la priorità massima rispetto al grado di rischio. Ulteriore novità è un punteggio supplementare per le aziende frutticole che operano in regime di lotta integrata o biologica, con un incremento di + 30% per le aziende in lotta integrata e + 100%  per le aziende biologiche Il sostegno è pari al 50% del costo ammissibile dell'investimento per domande che raggiungano almeno 6 punti. Sono ammissibili le spese sostenute per investimenti volti: ·                  all’acquisto e messa in opera di reti anti-insetto (compresi i dispositivi di apertura/chiusura meccanizzata/automatizzata per l’accesso) esclusivamente a completamento di impianti di copertura esistenti al momento della domanda di sostegno posti a protezione di impianti fruttiferi, al fine di prevenire i danni da Halyomorpha halys; ·                  all’acquisto e messa in opera di reti anti-insetto monofila; ·                  alle spese tecniche generali, come onorari di professionisti o consulenti, in misura non superiore al 3% dell’importo ammissibile di cui ai precedenti punti. Per ogni ulteriore informazione rivolgersi ai tecnici CAA degli Uffici Zona Coldiretti Ferrara.   http://www.ferrara.coldiretti.it/pubblicato-il-bando-per-contributi-regionali-messa-in-opera-di-reti-contro-la-cimice-asiatica.aspx?KeyPub=GP_CD_FERRARA_HOME|CD_FERRARA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126553759 Fri, 04 Jan 2019 17:29:04 GMT CONCLUSO CON SUCCESSO IL PRIMO CORSO BASE DI APICOLTURA ORGANIZZATO INSIEME A DINAMICA FERRARA Poco prima della pausa natalizia si è concluso il primo corso base per apicoltori, hobbisti o professionali, propedeutico a successivi corsi di approfondimento più mirato. A parere dei partecipanti, per la maggioranza giovani, è stato un successo, e nelle tre serate i docenti hanno offerto un quadro del settore in grado di offrire le nozioni più basilari per intervenire nel proprio apiario ed individuare un possibile percorso di specializzazione e di consolidamento di questa importante ed interessante attività. Il corso, organizzato in collaborazione con l’ente accreditato di formazione Dinamica, sezione di Ferrara, ha toccato diversi temi, dalla conoscenza della biologia dell’ape, alla storia degli alveari, ai moderni apiari, alle principali avversità, specie parassitarie, delle api ed ai metodi di prevenzione e cura, sino alle normative del settore apistico per operare in modo corretto. Oltre ai docenti di Dinamica (il dott. Riccardo Cabbri e la dott.ssa Sara Danielli), di interesse anche gli interventi dei funzionari di Coldiretti Ferrara, Alessandra Mariotti, Riccardo Casotti e Ida Dalla Libera, che per quanto di loro competenza professionale hanno affrontato con i partecipanti al corso, i temi pratici della gestione amministrativa e fiscale dell’attività oltre che le opportunità e le connessioni tra apicoltori ed agricoltori. “Scopo di questa iniziativa – evidenzia il presidente di Coldiretti Ferrara, Floriano Tassinari – è di fare un passo concreto nella costruzione del progetto di “ApInforma”, che riteniamo essere utile per valorizzare le sinergie tra agricoltura e apicoltura, fortemente connesse ed interdipendenti l’uno con l’altro, offrendo occasioni di confronto e di opportunità per entrambi i settori. L’ape è un importante indicatore dello stato di salute dell’ambiente, ma l’apicoltura è anche fonte di reddito e di servizio per le produzioni agricole, così come corrette pratiche agricole contribuiscono al benessere degli apiari ed alla produzione di miele, alimento nobile dalle molteplici proprietà. Coldiretti su questi temi c’è ed è disponibile a dialogare con tutti gli interessati per migliorare l’apicoltura ferrarese”. http://www.ferrara.coldiretti.it/concluso-con-successo-il-primo-corso-base-di-apicoltura-organizzato-insieme-a-dinamica-ferrara-.aspx?KeyPub=GP_CD_FERRARA_HOME|CD_FERRARA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126536920 Fri, 04 Jan 2019 08:42:59 GMT STOP CIBO ANONIMO, A PIENO RITMO LA RACCOLTA DI FIRME PER UNA LEGGE EUROPEA SULL’ORIGINE IN ETICHETTA Sono in particolare i Giovani di Coldiretti in questi giorni ad essere particolarmente attivi nel raccogliere le firme di sostegno della proposta di legge comunitaria per dire stop al cibo anonimo in tutta Europa. Per tutta questa settimana un presidio permanente si trova presso il centro raccolta di AVIS Ferrara, e permette ai tanti donatori di poter dare il loro contributo per raggiungere l’obiettivo di un milione di firme a livello nazionale. Iniziativa che si aggiunge, a testimonianza della condivisione di principi ed obiettivi, alla settimana del dono, che vede l’omaggio di una zucca violina ad ogni donatore in questi giorni che precedono il Natale. “Zucche frutto del progetto Galeorto – evidenzia il direttore di Coldiretti, Claudio Bressanutti – che ci vede condividere l’iniziativa sia con AVIS, che con la casa circondariale di Ferrara, che vede impegnati alcuni detenuti a coltivare gli spazi verdi nel carcere”. Tra i firmatari della proposta di legge molte autorità che hanno risposto all’invito di AVIS per i tradizionali auguri di fine anno, compreso Mons. Giancarlo Perego, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio, oltre al presidente provinciale di AVIS, Davide Brugnati, al personale dell’unità di raccolta sangue, ai tanti consiglieri e soci dell’associazione che hanno voluto lasciare la loro firma a testimonianza di un impegno condiviso per la trasparenza e la sicurezza dei cibi e la difesa del nostro made in Italy. Anche Vasile Jora, decano della Chiesa Ortodossa rumena di Ferrara ha voluto sottoscrivere la petizione. http://www.ferrara.coldiretti.it/stop-cibo-anonimo-a-pieno-ritmo-la-raccolta-di-firme-per-una-legge-europea-sull-origine-in-etichetta.aspx?KeyPub=GP_CD_FERRARA_HOME|CD_FERRARA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125874619 Tue, 18 Dec 2018 14:26:40 GMT CON CAMPAGNA AMICA LA FESTA È CON IL NATALE A KM ZERO ALL’AGRIMERCATO DI GRISÙ DI FERRARA Campagna Amica Ferrara invita tutti i cittadini mercoledì 19 dicembre dalle 8 alle 18 presso l’Agrimercato di Grisù, nella ex caserma dei vigili del fuoco di Ferrara di Via Poledrelli per festeggiare l’arrivo del Natale con i prodotti a km zero delle aziende agricole che animano il mercato e con le iniziative pensate per trascorrere insieme una giornata all’insegna dei sapori delle nostre terre, dei prodotti della filiera agricola italiana e della sensibilizzazione sull’origine degli alimenti. In particolare saranno distribuite le ceste di Natale ordinate nei giorni scorsi, sarà presente il Garden Arcobaleno con stelle di Natale per abbellire le nostre case o per graditi regali. Sarà attivo il laboratorio del pane per far scoprire ai più piccoli i segreti della “coppia ferrarese”, con assaggio di panettone e pandoro “Giorgione”, realizzato con prodotti certificati made in Italy della filiera agricola, le ricette antispreco per riciclare in modo gustoso il pane avanzato ed inventare nuovi dolci a partire dagli avanzi della tavola di Natale. Sarà presente un banchetto di AVIS Ferrara per ricordarci il bene prezioso del dono del sangue e della disponibilità verso gli altri. Infine proseguirà la raccolta di firme per una legge europea sull’indicazione d’origine in etichetta per tutti gli alimenti, in tutti i paesi dell’Unione Europea. Non mancheranno sorprese per i più piccoli e ristoro a km zero nei gazebo di Coldiretti. http://www.ferrara.coldiretti.it/con-campagna-amica-la-festa-e-con-il-natale-a-km-zero-all-agrimercato-di-grisu-di-ferrara.aspx?KeyPub=GP_CD_FERRARA_HOME|CD_FERRARA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125874572 Tue, 18 Dec 2018 14:24:24 GMT I GIOVANI IN CAMPO PER LA RACCOLTA FIRME “STOP CIBO ANONIMO” SABATO 15 DICEMBRE, PIAZZA MUNICIPALE, DALLE 10 ALLE 18. Al Paese di Babbo Natale, la simpatica iniziativa della contrada San Paolo del Palio di Ferrara, si aggiunge questo sabato, 15 dicembre,  un tocco in più grazie ai Giovani di Coldiretti Ferrara. Dalle 10 alle 18 sarà possibile informarsi e sottoscrivere l’iniziativa legislativa europea per introdurre una norma unica in tutta l’Unione, che obbligatoriamente indichi l’origine dei cibi, in tutti i Paesi membri dell’Unione Europea, mettendo fine alla mancanza di trasparenza e di informazioni ai consumatori e ridare identità e dignità ai prodotti alimentari. “L’obbiettivo – dice Filippo Pallara, rappresentante dei Giovani Coldiretti ferraresi – è di non avere più cibo anonimo nel carrello della spesa e sulla nostra tavola,  superando le attuali incertezze per cui l’indicazione d’origine è obbligatoria, ad esempio,  per la carne fresca ma non per i salumi o i ragù di carne, per la frutta fresca ma non per succhi e marmellate, per le uova, ma non per i derivati delle uova. L’iniziativa – continua Pallara - ha visto coalizzarsi un intero fronte europeo che vede a fianco dell’Italiana Coldiretti la Fnsea, maggiore sindacato agricolo francese, la Ocu, principale associazione consumatori spagnola, Solidarnosc, lo storico sindacato Polacco, la Upa, i piccoli agricoltori di Spagna, Gaia, l’associazione degli agricoltori Greci, Green Protein, Ong svedese e ancora le italiane Slow Food, Fondazione Verde e Campagna Amica. Raccolti sotto lo slogan “EatORIGINAL – Unmask your food” (Mangia originale – smaschera il tuo cibo), l’obiettivo delle organizzazioni del fronte europeo, autorizzato dalla stessa Commissione (Decisione Ue 2018/1304 pubblicato sulla gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 244 del 28 settembre) è appunto di estendere a tutto il cibo l’obbligo di indicare l’origine in etichetta.” “Invitiamo tutti i cittadini a venire a trovarci nel nostro gazebo giallo, muniti di carta di identità per poter validamente rilasciare la propria firma – è l’ultima nota del delegato di Giovani Impresa Ferrara – ed in cambio gustare una fetta di pandoro o panettone Made in Italy, realizzato con il grano Giorgione e tutti ingredienti italiani certificati, palloncini per i bambini ed altro ancora”. http://www.ferrara.coldiretti.it/i-giovani-in-campo-per-la-raccolta-firme-stop-cibo-anonimo-sabato-15-dicembre-piazza-municipale-dall.aspx?KeyPub=GP_CD_FERRARA_HOME|CD_FERRARA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125834729 Mon, 17 Dec 2018 15:26:38 GMT COLTURE A SEMINA PRIMAVERILE, LE OPPORTUNITA’ DI SIS PRESENTATE A BONIFICHE FERRARESI AGLI AGRICOLTORI Organizzato da SIS, in collaborazione con il Consorzio Agrari dell’Emilia, si è tenuto presso l’auditorium di Bonifiche Ferraresi, a Jolanda di Savoia un incontro per fare il punto della situazione economica e tecnico colturale delle principali colture che saranno seminate a primavera 2019, mais, riso e soia, che nella nostra provincia occupano parecchie migliaia di ettari ma che non stanno dando le giuste soddisfazioni economiche agli agricoltori. Aprendo i lavori, il direttore di Coldiretti Ferrara ha ricordato i motivi che sono alla base dell’attività dell’organizzazione agricola, evidenziando la rilevanza di avere regole tali per cui il prodotto made in Italy non sia confuso e svilito nel mercato globale, ma possa avere il suo preciso riconoscimento e quindi che l’origine, ancora una volta, sia evidenziata come fattore di valorizzazione. Da qui l’appello ad aderire e sottoscrivere la richiesta di legge europea per l’obbligo in etichetta per tutti i prodotti ed in tutti i Paesi UE, per raggiungere l’obiettivo di un milione di firme, ringraziando quanti, anche in questa occasione lo hanno fatto. Negli interventi successivi di Antonio Ferro, presidente di Consorzio Agrario dell’Emilia, e di Mauro Tonello, presidente di SIS, è emerso da un lato l’interesse e la disponibilità a lavorare nel territorio e per il territorio ferrarese, in una visione strategica che punta alla qualità ed a premiare chi questa qualità produce. Ruolo importante quindi per attivare contratti di filiera, che coinvolgono sia i produttori agricoli, che i fornitori di materie prime, gli stoccatori, i trasformatori, sino alla fase commerciale, in una unica filosofia: filiera italiane di qualità. Qualità finalizzata a particolari destinazioni di alta gamma, sia per l’allevamento, sia per la produzione diretta di alimenti, che vedono sempre più industrie interessate e disponibili a contrattualizzare anche prezzi maggiori del mercato corrente e quindi a rendere nuovamente interessanti certe colture che altrimenti rischiano, di fronte ad quadro mondiale che a breve non pare rialzista, di sparire dal nostro territorio o quantomeno di contrarsi ulteriormente. Gli interventi tecnici hanno toccato tematiche come nuovi prodotti e nuove tecnologie per la gestione agronomica di riso, mais e soia, e le varietà proposte dal catalogo di SIS, unica azienda sementiera italiana del mondo agricolo, con i riferimenti a quelle già oggetto di possibili contratti che possono garantire la collocazione del prodotto ed un prezzo prefissato e di solito anche superiore a quello di mercato. Il presidente di Coldiretti Ferrara, Floriano Tassinari, ha tratto le conclusioni dei lavori, sottolineando il grande lavoro di squadra necessario sul territorio per poter innescare processi innovativi che in campo diano forza alle proposte sindacali, dimostrando concretamente che sotto il profilo tecnico le filiere sono fattibili e possono dare risultati di assoluto interesse per le aziende agricole ferraresi, cogliendo l’opportunità di quanto CAE, con il suo sistema di servizi stia implementando anche nel nostro territorio, in collaborazione virtuosa con SIS e con IBF, la società costituita da Bonifiche Ferraresi con ISMEA per servizi avanzati alle imprese agricole. Un occhio al futuro che la principale organizzazione agricola ferrarese sta proponendo come opportunità in tutti gli incontri con gli associati, stimolando alla curiosità e soprattutto al ripensare al “solito modo” di lavorare in azienda, per aprirsi a nuovi ragionamenti che tengano conto di quanto di buono ed innovativo si sta mettendo in campo. A tutti i partecipanti il gradito omaggio di un panettone o pandoro realizzati con il grano tenero di casa SIS, Giorgione, e con tutti gli ingredienti made in Italy, dalla farina allo zucchero, al burro, alla frutta secca e candita, simbolo di quei progetti che sono interessanti per i produttori e che consegnano ai consumatori cibi buoni, salubri e sicuri. http://www.ferrara.coldiretti.it/colture-a-semina-primaverile-le-opportunita-di-sis-presentate-a-bonifiche-ferraresi-agli-agricoltori.aspx?KeyPub=GP_CD_FERRARA_HOME|CD_FERRARA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125751232 Fri, 14 Dec 2018 16:59:40 GMT VENERDÌ 14 DICEMBRE INCONTRO CON I SOCI È in programma venerdì 14 dicembre un incontro tecnico sulle opportunità delle colture a semina primaverile. Organizzato da SIS, in collaborazione con il Consorzio Agrari dell’Emilia, si svolgerà presso l’auditorium di Bonifiche Ferraresi, a Jolanda di Savoia a partire dalle 9.30, con i saluti dei presidenti di SIS, Mauro Tonello e di CAE, Antonio Ferro, per proseguire con gli interventi tecnici che toccheranno alcuni aspetti relativi alle colture destinate ad essere seminate nella primavera del 2019, come riso, mais e soia, di particolare interesse sia economico che agronomico per buona parte del nostro territorio provinciale, a cura di tecnici di SIS. Non mancherà un focus dedicato alla gestione delle problematiche fitosanitarie, a cura del CAE ed un intervento specifico sulle prospettive dell’agricoltura di precisione applicata alla coltivazione del riso, curato da SIS e IBF Servizi. Al presidente di Coldiretti Ferrara, Floriano Tassinari, le conclusioni dei lavori. http://www.ferrara.coldiretti.it/venerdi-14-dicembre-incontro-con-i-soci.aspx?KeyPub=GP_CD_FERRARA_HOME|CD_FERRARA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125626812 Tue, 11 Dec 2018 09:34:37 GMT COLDIRETTI GIOVANI IMPRESA FERRARA: BASTA INGANNI DIETRO L’ETICHETTA, SERVE ORIGINE PER TUTTI I CIBI, IN TUTTA EUROPA I Giovani di Coldiretti Ferrara in azione per raccogliere le firme di presentazione della legge europea contro il cibo anonimo: un provvedimento necessario per fare chiarezza sull’origine del cibo, da applicare per tutti i prodotti alimentari ed in tutti i Paesi dell’Unione Europea. “La lista dei prodotti la cui origine non è indicata in etichetta – osserva Filippo Pallara, delegato Giovani Impresa Ferrara – si va riducendo grazie alle battaglie di Coldiretti, ma ancora molti sono i prodotti di uso comune che nulla dicono riguardo la loro provenienza, e soprattutto non c’è uniformità nei diversi Paesi europei, con l’evidenza di creare un mercato non trasparente e di non dare a tutti i cittadini le medesime informazioni per una scelta consapevole”. Conoscere da dove nasce il cibo che acquistiamo e consumiamo è una informazione che può aiutare i consumatori nel fare scelte che siano più sicure sotto molti punti di vista: da quello della sicurezza alimentare, a quello della sostenibilità ambientale, sino al rispetto dei diritti umani. L’invito di Coldiretti è quindi di sottoscrivere la proposta di legge che in diversi Paesi europei è in via di predisposizione per poter raggiungere il numero di firme necessarie alla presentazione formale alla Commissione Europea e quindi avviare l’iter legislativo. “Si tratta di una raccolta di firme soggetta ai controlli dei comitati promotori e poi degli organi comunitari – chiarisce Marco Baldon, segretario provinciale dei Giovani di Coldiretti Ferrara – e quindi dobbiamo utilizzare moduli predisposti e acquisire i dati della carta di identità dei firmatari. Nonostante ciò stiamo riscontrando nelle nostre iniziative in piazza la condivisione da parte dei cittadini, che stanno appoggiando la proposta e che volentieri sottoscrivono per poter avere più trasparenza e chiarezza riguardo ciò che mangiano”. Dopo l’iniziativa di stamattina in Porta Paola a Ferrara, l’appuntamento che i Giovani lanciano sin d’ora è per sabato 15 dicembre in Piazza Municipale, per una giornata nel Villaggio di Natale dove nel gazebo Coldiretti si raccoglieranno altre importanti firme dei cittadini ferraresi. http://www.ferrara.coldiretti.it/coldiretti-giovani-impresa-ferrara-basta-inganni-dietro-l-etichetta-serve-origine-per-tutti-i-cibi-i.aspx?KeyPub=GP_CD_FERRARA_HOME|CD_FERRARA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125483130 Fri, 07 Dec 2018 15:29:36 GMT NUOVO SEGRETARIO PER LA ZONA DI BONDENO È Giorgio Legnaro, laureato in agraria, classe 1969, il nuovo segretario per Coldiretti nella Zona di Bondeno. “È una delle aree più rilevanti dal punto di vista del numero degli associati – evidenzia il neo segretario – delle superfici coltivate e delle problematiche territoriali ed ambientali, per cui ogni giorno siamo impegnati a supportare i soci tenendo conto di rilevanti differenziazioni tra i diversi comuni della Zona, che comprende Bondeno, Cento, Terre del Reno e Vigarano Mainarda. Passiamo dai terreni della partecipanza agraria di Cento, agli allevamenti del bondenese, alle colture frutticole, ai cereali, ai pomodori, alle orticole di pregio come melone e cocomero”. Legnaro, in precedenza componente dello staff tecnico di Coldiretti-Impresa Verde presso lo stesso ufficio di Bondeno, subentra a Thomas Serafini che ha retto negli ultimi anni l’incarico di segretario di zona di Bondeno oltre a quello di Ferrara. “Ringrazio della fiducia che Coldiretti ha espresso nei miei confronti – conclude Legnaro – consapevole della responsabilità affidatami e nello stesso tempo motivato ed impegnato a lavorare per i soci come ho sempre fatto pur se in altro ruolo. Sono certo che il nostro modo di affrontare tutte le questioni con un forte spirito di squadra, sia tra i dirigenti che tra i colleghi dipendenti, sia garanzia di ben operare e supportare le nostre imprese in questi momenti così complessi, in un territorio dove abbiamo ancora i postumi del sisma del 2012 e più in generale le ricadute di una crisi alla quale dobbiamo saper rispondere con progetti ed opportunità secondo le linee della nostra organizzazione”. “Saluto i soci della Zona – evidenzia Thomas Serafini – come ex segretario di questo territorio, saluto i dirigenti ed il personale con il quale ho condiviso diversi anni di lavoro, certo che il dialogo, la competenza ed il confronto saranno la cifra con la quale Giorgio saprà mettere in campo tutto quanto Coldiretti ogni giorno fa per le proprie imprese”.   http://www.ferrara.coldiretti.it/nuovo-segretario-per-la-zona-di-bondeno.aspx?KeyPub=GP_CD_FERRARA_HOME|CD_FERRARA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125196069 Fri, 30 Nov 2018 16:43:51 GMT CONTRO IL CIBO ANONIMO RACCOLTA DI FIRME PER UNA LEGGE EUROPEA    “Eat original”, mangia originale, è lo slogan dell’iniziativa dei cittadini europei, promossa da Coldiretti e da altre associazioni di produttori agricoli europei (in primis la FSNEA francese) e dei consumatori per dare un volto a tutto il nostro cibo, con le stesse regole in tutti i Paesi della Comunità Europea. Una informazione trasparente, che dica chiaramente a tutti i cittadini europei la provenienza di ciò che mettono in tavola ogni giorno. Infatti da un lato i sondaggi indicano la propensione della maggioranza dei consumatori a pagare anche di più per avere la certezza di un prodotto realmente made in Italy e dall’altro la legislazione comunitaria si caratterizza per incertezza e contraddittorietà, con applicazioni disomogenee delle informazioni a seconda dei Paesi membri e dei prodotti commercializzati e consumati. “Ad esempio – evidenzia Floriano Tassinari, presidente di Coldiretti Ferrara – è obbligatoria l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per i salumi, per la frutta fresca ma non per i succhi e le marmellate, per il miele ma non per lo zucchero e così per altri diversi alimenti”. L’obiettivo è di raccogliere – spiega Coldiretti Ferrara- in almeno 7 Paesi dell’Unione, un milione di firme dei cittadini per estendere l’indicazione obbligatoria in etichetta per tutti gli alimenti, non solo per alcuni ed in tutti i Paesi membri.  Una scelta che – evidenzia la Coldiretti – rafforza la richiesta dei cittadini alla Commissione Europea perché imponga “dichiarazioni di origine obbligatorie per tutti i prodotti alimentari al fine di prevenire le frodi, proteggere la salute pubblica e garantire il diritto all'informazione dei consumatori”. La proposta mira anche a migliorare la coerenza delle etichette, inserendo informazioni comuni nell’intera Unione circa la produzione e i metodi di trasformazione, al fine di garantire la trasparenza in tutta la catena alimentare. Un obiettivo condiviso dalla maggioranza dei consumatori europei e dall’82% di quelli italiani che ritiene necessario superare l’atteggiamento incerto e contradditorio dell’Unione Europea sull’origine del cibo per contrastare un fenomeno, quello dei falsi e dei tarocchi, che solo all’Italia costa oltre 100 miliardi di euro all’anno nel mondo. Si può sottoscrivere la proposta di legge presso gli uffici di Coldiretti e nei mercati di Campagna Amica, presso il Mercato Coperto di Grisù, nella ex caserma dei vigili del fuoco a Ferrara in viale Poledrelli, ogni mercoledì mattina, dalle 8 alle 13. http://www.ferrara.coldiretti.it/contro-il-cibo-anonimo-raccolta-di-firme-per-una-legge-europea.aspx?KeyPub=GP_CD_FERRARA_HOME|CD_FERRARA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125038390 Mon, 26 Nov 2018 12:42:25 GMT DOPO IL SUCCESSO DEL RINGRAZIAMENTO PROVINCIALE, NUOVI APPUNTAMENTI NEL TERRITORIO FERRARESE Sabato 10 e domenica 11 novembre è stata la Piazza Trento Trieste di Ferrara ad accogliere gli agricoltori di Coldiretti e Campagna Amica con ospiti da diversi territori italiani, associazioni di promozione territoriale e di utilità pubblica, segnando ancora una volta una grande condivisione dei cittadini ai temi dell’agricoltura made in Italy, della filiera corta, della biodiversità, dei sapori autentici che arrivano direttamente dal campo alla tavola, con migliaia di persone che nei due giorni hanno visitato la grande tensostruttura sul “Listone”, acquistando prelibatezze dalle aziende di Campagna Amica e partecipando ai laboratori e cooking show organizzati da Coldiretti. Curiosità ed interesse anche per la celebrazione liturgica in Duomo con il rito dell’offerta dei prodotti della terra e la benedizione finale dei trattori schierati sul sagrato. “E’ stata la conferma della validità del nostro percorso – commenta il presidente di Coldiretti Ferrara, Floriano Tassinari – che ci ha visto proprio in questa piazza quasi vent’anni fa, raccogliere le firme per il patto con il consumatore, segnando l’alleanza imprescindibile tra agricoltori e cittadini, facendo uscire il mondo agricolo dal proprio steccato e diventare protagonisti nella società, offrendo non più materia prima, ma cibo, cibo buono e salubre, lavorando per un ambiente più sano, un territorio più ricco di biodiversità ed opportunità per le imprese. Un grande ringraziamento a tutti i ferraresi ed ai tanti turisti che sono venuti a trovarci in queste due giornate e che hanno apprezzato il nostro impegno e la concretezza del nostro progetto. Grazie anche alle pro loco che abbiamo ospitato in segno della promozione condivisa dei territori e delle produzioni tradizionali, e naturalmente ad AVIS e LILT, che con noi condividono l’interesse per la sana alimentazione, per le produzioni di qualità a km zero e di uno stile di vita corretto. Grazie infine all’amministrazione comunale ed alla camera di commercio, a nostro fianco per consentire lo svolgimento di questo nostro evento, ed ai nostri partner, CAE e SIS, che ci hanno affiancato anche quest’anno”. L’evento del Ringraziamento è stato anche l’occasione per raccogliere firme di cittadini a sostegno della iniziativa di legge europea per l’indicazione obbligatoria dell’origine in etichetta per tutti gli alimenti, che ha preso il via nelle scorse settimane e che continuerà anche per i prossimi mesi presso i nostri uffici, nei mercati, negli eventi che Coldiretti organizzerà in tutto il territorio. A partire dalle prossime edizioni delle feste del Ringraziamento in diverse località ferraresi: domenica 18 a Gualdo, a Copparo ed a Mezzogoro. http://www.ferrara.coldiretti.it/dopo-il-successo-del-ringraziamento-provinciale-nuovi-appuntamenti-nel-territorio-ferrarese.aspx?KeyPub=GP_CD_FERRARA_HOME|CD_FERRARA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124708194 Fri, 16 Nov 2018 14:15:28 GMT SALVARE LO ZUCCHERO MADE IN ITALY CON LE MISURE DELLA MANOVRA ECONOMICA DEL GOVERNO Oltre 4 bibite su 5 vendute in Italia contengono zucchero straniero con la produzione Made in Italy che rischia di essere azzerata dalla concorrenza sottocosto di multinazionali francesi e tedesche che hanno colonizzato le industrie del Belpaese. E’ quanto afferma la Coldiretti Emilia Romagna in riferimento alla possibile introduzione nella manovra di una tassa sulle bevande zuccherate. A fronte di un consumo di oltre 1,7milioni di tonnellate, in Italia – spiega la Coldiretti – resiste in Italia una produzione di 300mila tonnellate, ma negli ultimi anni sono stati chiusi ben 16 zuccherifici su 19 azzerando l’84% del potenziale industriale nazionale ed entro il 2018 un altro stabilimento dovrebbe cessare l’attività. Si è creata una situazione – sottolinea Coldiretti – dove il mercato è in mano a 5 grandi realtà del Nord Europa che già oggi detengono il 75% del comparto nel Vecchio Continente con zucchero venduto a prezzi molto bassi da Francia e Germania che hanno aumentato del 20% la loro produzione nel 2017, causando 3,5 milioni di tonnellate di eccedenze a livello europeo. Alla luce di quanto sta avvenendo – sottolinea la Coldiretti – l’Italia rischia di perdere del tutto la propria sovranità sul fronte dello zucchero, con l’ultimo bastione di difesa la cooperativa tricolore Coprob-ItaliaZuccheri con sede a Minerbio nel bolognese, che rappresenta circa 25mila persone impegnate nella filiera, ha due stabilimenti di trasformazione sul territorio nazionale e riunisce 7mila aziende con trentaduemila ettari coltivati a barbabietola fra Veneto ed Emilia Romagna, in particolare in provincia di Ferrara e Bologna. Senza di loro – spiega Coldiretti – l’Italia, che è il terzo mercato dell’Unione Europea, diventerebbe uno dei pochissimi casi al mondo senza alcun produttore locale di zucchero come Nigeria, Malesia, Corea del Sud e Arabia Saudita considerando un consumo medio annuo sopra il milione e mezzo di tonnellate. Le misure contenute in manovra devono salvare la produzione nazionale che – continua Coldiretti – va difesa anche con una chiara etichettatura di origine obbligatoria dello zucchero in modo da offrire ai consumatori la libertà di scegliere cosa mettere nel carrello della spesa. Ma soprattutto – conclude la Coldiretti - occorre premiare le aziende italiane che utilizzano zucchero italiano e favorire contratti di filiera basati su una maggiore equità e sostenibilità sociale da parte dei grandi utilizzatori ai quali si chiede una responsabilizzazione per sostenere l’italianità delle produzioni e ridurre la dipendenza dall’estero in una situazione in cui primarie industrie del finto Made in Italy utilizzano produzioni straniere. http://www.ferrara.coldiretti.it/salvare-lo-zucchero-made-in-italy-con-le-misure-della-manovra-economica-del-governo.aspx?KeyPub=GP_CD_FERRARA_HOME|CD_FERRARA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124708166 Fri, 16 Nov 2018 14:13:12 GMT L’EMILIANO NICOLA BERTINELLI VICEPRESIDENTE NAZIONALE Il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Nicola Bertinelli di Medesano (Parma), è stato eletto alla vice presidenza nazionale della maggiore organizzazione di imprese agricole d’Italia con 1,6 milioni di associati. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna, ricordando che Bertinelli, parmigiano di 45 anni, è stato eletto dall’assemblea dei delegati di tutte le regioni che ha eletto alla presidenza Ettore Prandini, 46 anni, lombardo con tre figli. Bertinelli, dopo due lauree in Scienze Agrarie e in Economia e Commercio, conseguite in Italia, alla Cattolica di Milano, e un master in Business Administration all’Università di Guelph, in Canada, ha preso in mano le redini dell'azienda agricola di famiglia a Medesano, che ha trasformato innovandola profondamente in pochi anni grazie alle opportunità offerte dalla legge 228 del 2001, la cosiddetta legge d'Orientamento fortemente voluta da Coldiretti per il rinnovamento dell’agricoltura italiana. Nel nuovo incarico Bertinelli affiancherà il neopresidente nazionale Ettore Prandini, laureato in giurisprudenza, che guida un’azienda zootecnica di bovini da latte e gestisce un’impresa vitivinicola con produzione di Lugana. Dal 2006 è alla guida della Coldiretti Brescia mentre dal 2012 è al vertice della Coldiretti Lombardia. Dal 2013 è inoltre vice Presidente dell’Associazione Italiana Allevatori e Presidente dell’Istituto Sperimentale Italiano “L. Spallanzani”. E’ stato eletto Presidente nazionale di Coldiretti dopo aver ricoperto per quattro anni la carica di vice Presidente nazionale. “In un momento così importante con sfide e cambiamenti per il nostro Paese, l’agroalimentare Made in Italy rappresenta una certezza da cui partire per far crescere economia ed occupazione ma anche per tutelare l’ambiente, il territorio e la sicurezza dei cittadini” spiega il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini e aggiunge “Gli agricoltori stanno facendo la loro parte ma possiamo e dobbiamo dare di più creando le condizioni per garantire reddito alle imprese, rilanciando un sistema in grado di offrire prezzi più giusti alla produzione, meno burocrazia e maggiore competitività, a partire da una politica di accordi di libero scambio che non penalizzino i nostri prodotti a livello internazionale fino a una legge comunitaria per l’etichettatura d’origine che garantisca vera trasparenza e libertà di scelta ai consumatori.”. Oltre a Nicola Bertinelli, nel suo mandati Ettore Prandini sarà affiancato dalla nuova giunta confederale composta da altri due vice presidenti, David Granieri (Lazio) e Gennaro Masiello (Campania) oltre che da Maria Letizia Gardoni (Marche), Francesco Ferreri (Sicilia), Daniele Salvagno (Veneto), Savino Muraglia (Puglia) e Roberto Moncalvo (Piemonte). Si tratta della giunta più giovane di sempre con un’età media di 41 anni e 9 mesi, poco superiore a quella media dei presidenti delle Federazioni Coldiretti sul territorio che è di 43 anni e 10 mesi, anch’essa la più bassa della storia. http://www.ferrara.coldiretti.it/l-emiliano-nicola-bertinelli-vicepresidente-nazionale.aspx?KeyPub=GP_CD_FERRARA_HOME|CD_FERRARA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124405850 Wed, 07 Nov 2018 16:24:54 GMT ETTORE PRANDINI ELETTO PRESIDENTE NAZIONALE Ettore Prandini, 46 anni, lombardo con tre figli, è il nuovo Presidente nazionale di Coldiretti. E’ stato eletto all’unanimità dall’Assemblea dei delegati di tutte le regioni riunita presso Palazzo Rospigliosi a Roma, sede della maggiore organizzazione di imprese agricole d’Italia con 1,6 milioni di associati. Laureato in giurisprudenza, Prandini guida un’azienda zootecnica di bovini da latte e gestisce un’impresa vitivinicola con produzione di Lugana. Dal 2006 è alla guida della Coldiretti Brescia mentre dal 2012 è al vertice della Coldiretti Lombardia. Dal 2013 è inoltre vice Presidente dell’Associazione Italiana Allevatori e Presidente dell’Istituto Sperimentale Italiano “L. Spallanzani”. E’ stato eletto Presidente nazionale di Coldiretti dopo aver ricoperto per quattro anni la carica di vice Presidente nazionale.   “In un momento così importante con sfide e cambiamenti per il nostro Paese, l’agroalimentare Made in Italy rappresenta una certezza da cui partire per far crescere economia ed occupazione ma anche per tutelare l’ambiente, il territorio e la sicurezza dei cittadini” spiega il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini e aggiunge “Gli agricoltori stanno facendo la loro parte ma possiamo e dobbiamo dare di più creando le condizioni per garantire reddito alle imprese, rilanciando un sistema in grado di offrire prezzi più giusti alla produzione, meno burocrazia e maggiore competitività, a partire da una politica di accordi di libero scambio che non penalizzino i nostri prodotti a livello internazionale fino a una legge comunitaria per l’etichettatura d’origine che garantisca vera trasparenza e libertà di scelta ai consumatori.”.   Prandini prende il timone di una organizzazione in crescita che ha esteso la propria rappresentanza dalle imprese singole alle cooperative, dal settore agricolo a quello della pesca, dall’agricoltura tradizionale alla filiera agroalimentare con le fattorie, i mercati, e le botteghe di Campagna Amica ed il progetto per una Filiera Agricola tutta Italiana. La Coldiretti, fondata nel 1944, conta su 1,6 milioni di associati ed è una grande forza sociale che rappresenta la maggioranza assoluta delle imprese che operano nell’agricoltura italiana che la rendono la più grande Organizzazione agricola italiana ed europea a cui fanno capo circa il 70 per cento degli iscritti alle Camere di Commercio tra le organizzazioni di rappresentanza. La Coldiretti è anche la prima organizzazione agricola datoriale come numero di imprese che assumono manodopera. La sua diffusione è capillare su tutto il territorio nazionale: 20 federazioni regionali, 95 federazioni interprovinciali e provinciali, 853 Uffici di Zona e 4.143 sezioni comunali. In pratica, l’organizzazione è presente in quasi ogni comune del nostro Paese. Del sistema Coldiretti fa parte, tra l’altro, Creditagri Italia, la prima “banca” degli agricoltori italiani e la Fondazione Campagna Amica della quale fanno parte 7.502 fattorie, 1.187 mercati, e 2.352 agriturismi ai quali si aggiungono botteghe, ristoranti e orti urbani, per un totale di oltre 8.200 punti vendita.   Ettore Prandini sarà affiancato dalla nuova giunta confederale composta dai tre vice presidenti Nicola Bertinelli (Emilia Romagna) e David Granieri (Lazio) e Gennaro Masiello (Campania) oltre che da Maria Letizia Gardoni (Marche), Francesco Ferreri (Sicilia), Daniele Salvagno (Veneto), Savino Muraglia (Puglia) e Roberto Moncalvo (Piemonte). Si tratta della giunta più giovane di sempre con un’età media di 41 anni e 9 mesi, poco superiore a quella media dei presidenti delle Federazioni Coldiretti sul territorio che è di 43 anni e 10 mesi, anch’essa la più bassa della storia.     http://www.ferrara.coldiretti.it/-ettore-prandini-eletto-presidente-nazionale-.aspx?KeyPub=GP_CD_FERRARA_HOME|CD_FERRARA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124403483 Wed, 07 Nov 2018 14:59:45 GMT RECORD DI AZIENDE BIOLOGICHE, GRANDE ADESIONI AI CORSI PER UN’AGRICOLTURA PIÙ GREEN Cresce l’attenzione per l’agricoltura biologica in Emilia Romagna. Dopo il record delle aziende e degli ettari registrato il 30 giugno scorso, con 6.200 imprese agricole che coltivano con metodo biologico 152 mila ettari (il 15% della superficie agricola regionale), la nostra regione ha fatto registrare il pieno di adesioni ai corsi del Catalogo Verde – Misura 1.1.01 Focus Area - BIO .  Corsi finanziati dalla Regione attraverso il Psr per un primo importo di 400 mila euro, che ha visto una massiccia adesione, con oltre 600 aziende iscritte, 300 delle quali aderenti a Coldiretti, con circa un centinaio della nostra provincia, che in due turni frequenteranno le lezioni. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna alla vigilia dell’avvio dei corsi che saranno articolati in lezioni che si svolgeranno in tutte le province a partire dal mese di novembre.   L’obiettivo del “Corso Start Up in Agricoltura Biologica”, che si svolgerà in collaborazione con Dinamica – informa Coldiretti – è fornire competenze di base nell’applicazione del metodo biologico nella conduzione delle aziende agricole. L'imprenditore agricolo potrà conoscere le principali normative che regolano il settore, apprendere le pratiche agronomiche biologiche, spaziando dalla preparazione/gestione del suolo fino alla raccolta, e conoscere le diverse varietà̀ per la scelta, preparazione e gestione del piano agronomico aziendale. Il corso fornisce un valido supporto per approfondire la produzione agricola biologica sia dal punto di vista agronomico sia di approccio al mercato. Il percorso formativo – sottolinea Coldiretti – prevede l'alternarsi di lezioni frontali, discussioni di gruppo e sopralluoghi presso aziende che hanno raggiunto significativi risultati nella produzione biologica. http://www.ferrara.coldiretti.it/record-di-aziende-biologiche-grande-adesioni-ai-corsi-per-un-agricoltura-piu-green.aspx?KeyPub=GP_CD_FERRARA_HOME|CD_FERRARA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124350128 Mon, 05 Nov 2018 17:08:26 GMT ACCORDO CON ANCI PER VENDITA DIRETTA IN AIUTO ALLO SPOPOLAMENTO DEI CENTRI URBANI Nasce la prima alleanza nazionale fra i comuni italiani e gli agricoltori per contrastare lo spopolamento dei centri urbani causato dalla chiusura di centomila piccoli negozi negli ultimi dieci anni secondo l’Istat, con evidenti effetti negativi legati alla riduzione dei servizi di prossimità, ma anche un indebolimento del sistema relazionale, dell’intelaiatura sociale e spesso anche della stessa sicurezza sociale delle città. E’ questo l’obiettivo dall’accordo quadro fra Coldiretti e Anci, l’Associazione dei comuni italiani, per la diffusione dei farmers market, del cibo locale nelle mense e del welfare agricolo firmata dal Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo e dal Presidente dell’Anci Antonio Decaro.    Coldiretti e Anci si impegnano ad incentivare un sistema di vendita diretta dei prodotti agricoli basato sullo sviluppo capillare dei “Mercati di Campagna Amica” promossi dalla Fondazione Campagna Amica che rappresenta una rete composta da 7.502 fattorie, 1.187 mercati, e 2.352 agriturismi e che risponde alle esigenze di quei 6 italiani su 10 che fanno la spesa dal contadino secondo Coldiretti/Ixe’. Lo sviluppo dei Mercati di Campagna Amica – spiega l’accordo siglato da Anci con Coldiretti - deve riguardare sia quelli realizzati in spazi aperti che coperti in aree pubbliche e/o private per favorire la realizzazione di una filiera agricola tutta italiana.   L’alleanza nazionale per la spesa contadina punta poi a sviluppare l’attività di somministrazione non assistita dei prodotti posti in vendita con lo “street food” agricolo ai sensi dell’articolo 1, comma 499 della legge n. 205 del 2017 grazie al quale gli agricoltori possono vendere direttamente i propri prodotti anche derivati da processi di manipolazione o trasformazione e pronti per il consumo, dalla polenta fritta veneta alle olive all’ascolana, dalle panelle siciliane ai peperoni cruschi lucani, dagli arrosticini abruzzesi ai frullati della salute direttamente dal produttore al consumatore, anche in forma itinerante. L’obiettivo dell’accordo – spiega Coldiretti - è incentivare l’utilizzo di prodotti agricoli e alimentari a “chilometro zero”, provenienti da filiera corta e dei prodotti agricoli e alimentari derivanti dall'agricoltura biologica o comunque a ridotto impatto ambientale e di origine locale/regionale/italiana. Nella fase di aggiudicazione dei servizi di ristorazione – spiega l’intesa - la valutazione dell’offerta terrà conto, in particolare, della qualità dei generi alimentari con particolare riferimento a quella di prodotti biologici, tipici e tradizionali, di quelli a denominazione protetta, nonché di quelli provenienti da sistemi di filiera corta e da operatori dell’agricoltura sociale, con il rispetto delle disposizioni ambientali in materia di green economy, con la previsione di specifici punteggi qualora vengano proposte condizioni superiori a quelle minime previste.   Ma l’alleanza fra agricoltori e Comuni italiani prevede anche lo sviluppo di un sistema complementare di welfare di prossimità al fine di sostenere la creazione di una rete di servizi sociali nelle aree rurali mediante la valorizzazione delle risorse agricole e il riconoscimento del ruolo multifunzionale svolto dalle imprese agricole con forme di collaborazione tra imprese, operatori di agricoltura sociale, servizi socio-sanitari ed altri enti pubblici. L’intesa intende promuovere progetti finalizzati all’educazione ambientale e alimentare rivolti a bambini in età prescolare e persone in difficoltà sociali, fisica e psichica anche in collaborazione con le scuole di ogni ordine e grado, mettendo, ad esempio, a disposizione, anche a titolo gratuito, terreni di proprietà pubblica per la realizzazione di servizi di orti sociali. In questo modo – spiega Coldiretti – vengono riconosciute le funzioni sociali della Rete di Agricoltura Sociale di Campagna Amica con l’attività delle fattorie didattiche quali strumenti educativi con l’obiettivo di rinsaldare i legami tra città e campagna valorizzando, anche tra le più giovani generazioni, la conoscenza dei saperi e dei mestieri agricoli tradizionali.   Particolare attenzione viene quindi posta sui prodotti dell’agricoltura sociale con parametri che ne rendano prioritario l’utilizzo nei servizi di fornitura per le mense scolastiche ed ospedaliere oltre a prevederne valorizzazione e presenza nell’ambito del commercio su aree pubbliche. Inoltre nelle operazioni di vendita o di affitto dei terreni di proprietà degli enti locali e di altri beni immobili, si prevedono criteri di priorità al fine di favorire l’insediamento e lo sviluppo delle attività di agricoltura sociale. Infine Coldiretti e Anci, entro sei mesi dalla firma dell’accordo, si impegnano a predisporre un documento programmatico con le linee guida per armonizzare le scelte di programmazione urbanistica comunale con le esigenze di salvaguardia dell’attuale destinazione agricola del territorio come risultante dallo strumento urbanistico generale e finalizzate ad orientare le predette scelte a facilitare il raggiungimento del “saldo zero” di consumo di suolo agricolo entro l’anno 2050. http://www.ferrara.coldiretti.it/accordo-con-anci-per-vendita-diretta-in-aiuto-allo-spopolamento-dei-centri-urbani.aspx?KeyPub=GP_CD_FERRARA_HOME|CD_FERRARA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124054919 Fri, 26 Oct 2018 16:47:24 GMT MERCOLEDÌ 31 OTTOBRE ALL’AGRIMERCATO CAMPAGNA AMICA DI GRISÙ ARRIVA LA FESTA DELLA ZUCCA Si approssima Halloween ed arrivano anche in Emilia Romagna le iniziative per scoprire i segreti delle zucche. L’iniziativa è di Coldiretti regionale che nei mercati di Campagna Amica organizza degustazioni, esposizioni, lezioni dedicate all’ortaggio più grande del mondo con assaggi, laboratori di intaglio e decorazioni. La prima iniziativa è stata a Modena, al mercato di Campagna Amica al Parco della Resistenza.  La festa prosegue sabato 27 ottobre in piazza Fontanesi a Reggio Emilia dalle 9.00 alle 13.00 con un laboratorio di decorazione delle zucche e degustazione di caldarroste e vin brulé. Mercoledì 31 ottobre sarà la volta di Ferrara al Mercato coperto Agrimercato di Grisù, dove dalle 9.00 alle 13.00 adulti e bambini potranno cimentarsi nel laboratorio di intaglio delle zucche, assaggi e ricette di piatti con la zucca spiegati dai produttori.  Sempre il 31 ottobre, all’agriturismo Tenuta Casteldarco, in località Boceto Inferiore 185 a Besenzone (Piacenza), dalle 15.00 alle 18.00, si svolgerà “Mani in zucca", laboratorio per bambini che guidati dall'Agrichef Maria Rosa Minardi, potranno conoscere e realizzare i piatti della tradizione con la zucca. Nei campi dell’Emilia Romagna – informa Coldiretti regionale – vengono prodotti più di 80 mila quintali di zucche su una superficie di 500 ettari. Alla tradizionale zucca prodotta per scopi alimentari, negli ultimi dieci anni si è andata affiancando la produzione di piccole zucche ornamentali e di grandi zucche da intaglio, adatte alla festa di Halloween. La zucca più diffusa – comunica Coldiretti Emilia Romagna – resta quella da cucina che può essere utilizzata sia per preparazioni salate sia per dolci, abbinata a pasta, carne, formaggi e torte. La zucca da cucina più nota nella nostra regione – informa Coldiretti regionale – è sicuramente la zucca “Violina”, coltivata prevalentemente nel ferrarese dove in abbinamento con la pasta fresca ha dato origine a uno dei piatti tradizionali della cucina emiliana, come i cappellacci di zucca, che hanno ottenuto anche il riconoscimento di indicazione geografica protetta dall’Unione europea. Con l’affermarsi della notte di Halloween – rileva Coldiretti Emilia Romagna – si è aperto un nuovo mercato, quello delle zucche da intaglio. Si tratta di zucche tonde “giganti” di colore giallo-arancione, in genere non commestibili.   http://www.ferrara.coldiretti.it/mercoledi-31-ottobre-all-agrimercato-campagna-amica-di-grisu-arriva-la-festa-della-zucca.aspx?KeyPub=GP_CD_FERRARA_HOME|CD_FERRARA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124054714 Fri, 26 Oct 2018 16:40:01 GMT